La strada obbligata della piccola editoria

Quotidiano di Calabria, E-Polis, Telebari, Cronaca di Cremona sono solo alcuni dei casi della crisi profonda della “piccola” editoria che affonda le sue radici nelle realtà locali o regionali al massimo. Mentre i grandi gruppi a livello nazionale come RCS Corriere o Sole 24 ore ricapitalizzano compensando le perdite accumulate, le realtà più piccole che non hanno i benefici propri della Borsa devono farcela da sole. In questo quadro la possibilità di razionalizzare al massimo le strutture, concentrare la raccolta pubblicitaria se possibile “in house” ed esternalizzare o dismettere business minori o non strategici, risultano le soluzioni obbligate.

La priorità ai periodici

Akropolis ha avviato un piano industriale che punta a potenziare la sezione periodici che dimostra la maggior redditività e costante tenuta del giro d’affari. Il piano prevede sempre l’impegno tattico nel campo delle relazioni pubbliche e della grafica. La raccolta pubblicitaria su mezzi propri costituisce la principale area di ricavo in linea con gli esercizi passati. Per conoscere il piano editoriale di Akropolis, programmazione che conta una nuova pubblicazione periodica ogni 10 giorni, è possibile contattare la direzione editoriale o la direzione commerciale.

Verso una complessiva ristrutturazione della carta stampata italiana

«Il settore dell’editoria nel nostro Paese è investito da una crisi molto pesante, la più grave dall’ultimo dopoguerra. Oltre cento testate, tra quotidiane e periodiche, di idee, cooperative, non profit, di partito, edite e diffuse all’estero e tante aziende dell’emittenza locale sono sull’orlo della chiusura». È la denuncia contenuta in una lettera che «decine e decine di direttori di testate di quotidiani politici e di cooperative hanno inviato ai presidenti della Camera e del Senato e che appare più che un estremo appello», secondo quanto si legge in una nota della Fnsi. «Una situazione che si sta preannunciando di una gravità estrema e che già sta procurando chiusure, procedure di liquidazione, avvio di contratti di solidarietà che potrebbe aprire una prospettiva realistica di quasi 4500 posti in meno tra giornalisti e lavoratori del settore», prosegue la nota. «Una fotografia di una situazione che la Fnsi e le altre organizzazioni del settore hanno denunciato più volte con manifestazioni pubbliche e con conferenze stampa.». (Adnkronos)
Secondo Akropolis quella in atto è una vera selezione che porterà ad una riduzione strutturale delle testate e al ridimensionamento del settore editoriale italiano, specie nella carta stampata.

La pubblicità respira? Non tutta…

Buone notizie dopo circa due anni di nubi scure nel mondo della pubblicità. Infatti cresce il fatturato rispetto all’anno precedente, del resto molto critico. Tuttavia bisogna fare importanti distinguo. Secondo le elaborazioni di Akropolis la pubblicità va meglio dello scorso anno solo in due dei tre macro segmenti che per semplicità possono classificare la raccolta. Nel dettaglio i mondiali di calcio e le performance positive di alcune multinazionali hanno trainato la “grande” pubblicità, così come la necessità di reagire alla crisi sostiene la micro pubblicità locale o settoriale. E’ invece in profonda crisi il segmento di mezzo, ovvero le realtà nazionali non riconducibili alle categorie della grande pubblicità (stampa associativa, stampa alternativa, stampa specializzata ecc.). Che ci sia una bolla pubblicitaria in corso nella “grande” pubblicita?
Akropolis (R)

A quando aria pura nella pubblicità?

”L’anno scorso c’e’ stato un ulteriore aumento delle pubblicita’ occulte”. La denuncia e’ del presidente dell’Antitrust, Antonio Catricala’ che nella relazione annule osserva che ‘’spiace dover constatare che in questa pratica sono caduti anche operatori di rilievo quali le due maggiori emittenti televisive generaliste”. Ebbene, la pubblicità in genere cela troppo spesso favori e scambi più o meno leciti, una situazione di mancata trasparenza che è un ulteriore spada di Damocle su un settore che ha bisogno di sostegno…

Periodici soffrono, vince la vicinanza al cliente

Sono  ancora numeri pesanti, quelli che descrivono l’andamento degli investimenti pubblicitari sulla carta stampata in Italia nel periodo gennaio-aprile 2010, anche se è in controtendenza chi ha saputo rimanere vicino al cliente. E non incoraggia però più di tanto il fatto che il trend registrari un miglioramento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: resta il segno negativo, -1,8%. In particolare, secondo l’Osservatorio stampa Fcp, i quotidiani presentano un leggero segno positivo (+0,4%), mentre i periodici segnano un andamento negativo anche se in miglioramento (-6%). In particolare, i quotidiani in generale hanno registrato un aumento degli spazi del (+7,8%). La tipologia Commerciale nazionale ha evidenziato un +4,6 % a fatturato ed un +9,1% a spazio. La tipologia Di Servizio ha visto un -8,3% a fatturato e un  +8,5% a spazio. La tipologia Rubricata ha segnato un calo a fatturato del – 5,8% e a spazio -2,2%.  La pubblicità Commerciale locale ha ottenuto un +0,3% a fatturato ed un +8% a spazio. I Quotidiani a pagamento hanno registrato un andamento migliore rispetto a quello dei quotidiani in generale (+1%). I quotidiani Free Press hanno segnato andamenti in calo a fatturato (- 12,3%) e a spazio (-10,5%). Diminuisce del -11,4% il fatturato della commerciale nazionale e del -12,6% quello della locale, mentre gli spazi registrano un andamento rispettivamente del -10% e del -10,3%. I Settimanali hanno ottenuto variazioni significativamente migliori rispetto a quelle dello scorso anno: a fatturato – 2,3% ( 2009:-32,3%) a spazio +1,8% (2009: -24,4%). Per i Mensili si registra una diminuzione di fatturato (-9,7%) e un calo degli spazi (-6,8 %). Le Altre Periodicità hanno riportato una flessione sia a fatturato (-13,2%) che a spazio (-9,8%). (affari italiani)

Settore impaludato nella crisi, evidente l’incapacità di rinnovarsi

Editoria giornalistica ”ancora immersa in uno stato di crisi”. Tutti gli indicatori sono in calo: pubblicita’, fatturato e margine operativo lordo. A questo si e’ aggiunta la soppressione delle tariffe postali agevolate: ”Una misura che si traduce in un pesantissmo aggravio di costi proprio in un momento in cui le imprese devono confrontarsi con una flessione della domanda interna”. E’ la fotografia del settore effettuata dalla Fieg che oggi ha presentato alla Camera uno studio sulla ‘’stampa in Italia 2007-2009”.
E’ vero, sottolinea lo studio, che in questo primo scorcio dell’anno, la pubblicita’ sui quotidiani ha mostrato sintomi di ripresa ma l’incremento dello 0,6% viene dopo un calo del 16,4% del 2009. Va peggio per i periodici che ad una flessione del 29,3% lo scorso anno anche nel primo trimestre 2010 registrano un calo del 13,5%. Stesso trend per le vendite che per i quotidiani mostrano un calo del 6% nei primi 3 mesi dell’anno, in linea con il -5,9% del 2009.
L’andamento negativo della pubblicita’ si riflette sui fatturati che hanno subito, nel triennio in esame, tre flessioni consecutive: -1,4% nel 2007, -4,5% nel 2008 e -9% nel 2009. Anche i costi industriali sono diminuiti ma in misura nettamente inferiore: -0,8%, -1,7% e -5%, rispettivamente, nei tre anni. Ne e’ derivato che il margine operativo lordo (mol) ha subito un forte deterioramento, passando dai 261,6 milioni di euro del 2007 ai 16,2 milioni del 2009. Una contrazione del 93,8% che esprime ”il graduale esaurimento della capacita’ della gestione industriale di assicurare risorse adeguate alla copertura dei costi complessivi di esercizio”. (fonte asca)

Akropolis diventa settimanale!

I Periodici e le riviste edite da Akropolis hanno raggiunto ormai nel loro insieme la cadenza settimanale. Ogni settimana ormai Akropolis divisione Editoria pubblica una nuovo periodico, sia esso specializzato o generalista o locale. Un risultato di crescita in controtendenza.
Per ulteriori informazioni contatta la Direzione Editoria nell’area Contatti.

Agalteca in Honduras, esempio di miniera grazie a Goldlake

Non sono frequenti le realtà minerarie nel mondo che hanno lavorato e lavorano in armonia con il contesto locale e con un approccio sostenibile. Il caso ormai noto di Agalteca Mining, realtà impegnata nell’estrazione di ossido di ferro attraverso la società veicolo honduregna FSM (Fivestar Mining), costituisce un esempio in corso di ulteriore evoluzione. Grazie alla collaborazione con Goldlake Group del gruppo della famiglia di Franco Colaiacovo, realtà iscrittà al Responsible Jewellery Council (RJC), AGALTECA opera affidando commesse e collaborazioni alla popolazione locale che si è costituità in aziende e cooperative che fanno dell’area una con il più evoluto tessuto economico del Paese (Honduras – Centro America).
Per approfondire: WWW.GOLDLAKE.IT WWW.COLAIACOVO.IT

Agalteca e Goldlake, Honduras e miniere sostenibili

Dall’oro all’ossido di ferro, da Goldlake ad Agalteca, il percorso di successo degli operatori minerari italiani in Honduras.
S
i parlerà di etica d’impresa e di prodotti etici, alle ore 21,00 presso la chiesa di Sant’Eligio degli Orefici. Relatore principale sarà il dott. giuseppe Colaiacovo di Goldlake Group. Laureato in Economia e Finanza, ha conseguito il Master presso l’Università’ della California UCLA. Già professore di Economia dell’Educazione all’Università’ di Perugia dal 2001 è Amministratore Delegato di Goldlake Group.

Goldlake Group controlla Eurocantera, “società che opera in giacimenti auriferi in Honduras nell’America Centrale. L’attività di estrazione si concentra in un giacimento alluvionale e grazie a investimenti in ricerca, l’azienda ha sviluppato un processo industriale che permette di riciclare l’acqua e di non usare additivi, come il cianuro. La tecnica estrattiva si basa su un processo “gravimetrico”, cioè sulla separazione per caduta di inerti, polveri e terriccio dall’oro, utilizzando esclusivamente acqua di riciclo, senza l’utilizzo di altre sostanze”. (tratto da Il Sole 24 Ore del 12 maggio 2009).L`esperienza della società eugubina Goldlake Group, rappresenta un esempio di innovazione a livello mondiale per aver introdotto metodologie e tecnologie assolutamente non invasive per l`ambiente e per aver creato la prima filiera produttiva completamente tracciata, dall`estrazione alla raffinazione.

Goldlake Group è membro del Responsible Jewellery Council

Goldlake Group inoltre, attraverso Agalteca Mining ha avviato sempre in Honduras anche la produzione di ossido di ferro sempre con processi sostenibili e non invasivi per l’ambiente, cercando inoltre di creare sviuluppo per le popolazioni locali. 

11 febbraio 2010 - Ore 21,00 – Chiesa di Sant’Eligio degli Orefici – Prenotazione obbligatoria

per info

Tel.                [+39] 06.68.68.260        

Fax [+39] 06.68.68.260

E-mail: info@universitadegliorefici.it

Web: www.universitadegliorefici.it

www.goldlake.it

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